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La
Spezia, capoluogo ligure orientale, è
incastonata nel cuore del “Golfo dei
Poeti”, definizione quanto mai evocativa
di un paesaggio struggente e romantico,
successione di minuscole cale e
scogliere scoscese. La trovi nel punto
più interno e riparato della baia, una
posizione strategica e baricentrica che
in passato ne ha favorito lo sviluppo e
oggi premia il viaggiatore curioso che
voglia esplorare l’incanto della
provincia spostandosi tra costa e
interno. Le Cinque Terre,
Portovenere,
Lerici,
Fiascherino,
Tellaro,
Montemarcello,
Sarzana, la foce del
Magra e il verde della
Val di Vara
coronano una città inattesa, prospera,
che ti stupirà con la sua identità artistico-culturale così dinamica.
Sei in una zona di confine, dove la
Liguria trova la Toscana, luogo di
incontro e scambio fra tradizioni,
economie e vicende che testimoniano le
alterne fortune di potentati e città -
ti ricordiamo, tra le altre, la
misteriosa Luni, antico porto fluviale
romano e prima sede del
Vescovado;
Sarzana, vivace epicentro del commercio
con la Lunigiana;
Portovenere, tassello
strategico nella contesa tra Genova e
Pisa ai tempi delle Repubbliche
Marinare…
Fino al XIV secolo La Spezia è borgo di
secondario interesse rispetto a questi
centri, destinato tuttavia a suscitare
l’interesse di Genova, che già nel
Duecento aveva agito con decisione al
fine di stroncare le velleità ambiziose
dei Fieschi sul territorio. Una volta
entrata nell’orbita genovese, la città
forgia una propria personalità economica
e politica (nel 1343 viene costituita la
podesteria della Spezia). E nei secoli
successivi si amplia la vocazione
mercantile dell’economia locale, fino a
quando - nel Seicento - la città
acquisisce crescente importanza di
presidio militare a difesa dei
possedimenti genovesi. Infine,
all’inizio del XIX secolo i francesi
intuirono il potenziale strategico del
porto, ma fu solo con l’Unità d’Italia e
con Cavour che La Spezia vide
realizzarsi il suo primato di porto
militare e sede dell’Arsenale, una nuova
identità che condizionò (in tutti i
sensi) lo sviluppo della città
ottocentesca al pari dell’espandersi del
porto mercantile.
I
bombardamenti della seconda Guerra
Mondiale hanno purtroppo cancellato
parte della memoria storica locale, ma
il visitatore attento può cogliere
appieno nel tessuto urbano e
architettonico il sovrapporsi di epoche
e stili. Il centro propone infatti una
stimolante alternanza di antico e
moderno, con un sapiente recupero di
edifici salvati dal degrado e restituiti
alla fruizione culturale.
La Spezia ha
individuato la cultura come linea guida
di sviluppo, riferimento per plasmare la
sua identità contemporanea, un’identità
che si declina in mostre, rassegne,
eventi e – soprattutto –in vivaci poli museali, imperdibili chiavi di lettura
della storia, degli habitat, dell’arte
(e del collezionismo) locale. Il nostro
primo consiglio di visita riguarda il
Museo Civico Archeologico “Ubaldo
Formentini”, ospitato dai suggestivi
spazi del Castello di San Giorgio. |